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Le ultime note di musica melodica, armonica.

La Musica.

Le melodie d’altri tempi.
Orchestre di strumenti potenti,
in grado di generare un brivido,
una sensazione,
uno stato d’animo profondo.

Echi di parole tramandate,
come racconti odorosi d’un libro di carta.
Un profumo soave per la mente.

La voce di scienziati, studiosi, di dottori, di ingegneri e pensatori profondi… e gente comune
che erano in grado di innalzare il pensiero
verso vette inimmaginabili,
sondando l’insondabile.

Anime che hanno fatto la storia,
eretto cattedrali,
dipinto la bellezza,
vestito l’eleganza anche quando erano poveri.

Ricordi di una semplicità a tratti estrema.
Come la triste bellezza di cimiteri monumentali
che ricordano, ancor oggi, con parole grevi,
l’elogio del triste ricordo di un compianto.

Parole che urlano di un tempo ancora da vivere,
quando ormai la sabbia nella clessidra era terminata.

Quanto tempo ricordiamo.

Giunti ad oggi in un mondo popolato da esseri semipensanti.
Carichi di pienezza vuota, esausta,
come i fumi di scarico di vecchi diesel
e dall’ego smisurato,
a caccia di una pacca sulle spalle digitale.

No.
Non vedono più.

No, non capiscono più… no!

No no, non hanno più ispirazione.

Vedo intorno a me contenitori vuoti,
pieni di informazioni fasulle.

Svuotati anche dal dovere del pensare.

Non sapranno più distinguere il Vero dal Falso, dicevo.
Non sapranno più cosa è vero e cosa è falso.

Senza esempi da seguire se non gli stolti.
Arrovellati dall’inseguire uno stile di vita che non raggiungeranno mai.

ECCE HOMO!

Chi avrà il coraggio di pretendere di nuovo grandezza?

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