Ben ritrovati carissimi lettori e carissime lettrici, iniziati e non.
Oropa Esoterica: oggi voglio scrivere qualche riga nel mio diario esoterico per parlarvi di questo posto Sacro . Uno dei tanti posti a me cari per l’altissima valenza simbolica, storica ed iniziatica che si trova nelle Alpi Biellesi.
Iniziamo con un minimo di storia, perchè è molto importante questa fase.
Oropa Esoterica: Un Luogo Sacro che Nasconde qualcosa di Speciale.
Chiunque sia salito almeno una volta a Oropa sa che quel luogo non è come gli altri. C’è qualcosa nell’aria — una densità sottile, un silenzio che parla.
Prima ancora che esistesse il Santuario, quella conca montana sembrava già sacra, come se qualcosa di invisibile l’avesse scelta per manifestarsi.
Tra i massi erratici lasciati dai ghiacciai, uno in particolare – che la gente del posto chiamava “roc dla Vita” – era al centro di riti propiziatori legati alla fertilità. Non è difficile immaginare che, molto prima del cristianesimo, quelle pietre fossero viste come portali naturali tra la Terra e il Cielo.
E forse è proprio per questa energia arcaica che il sacro, in seguito, si è incarnato lì. Per quanto mi riguarda non ho alcun dubbio.
Ma il dubbio lascia spesso spazio a qualche “intromissione” della stessa “Mano Longa” che tutto si voleva accaparrare.
Capirete presto di chi stia parlando.
Le origini: la leggenda di Sant’Eusebio
La storia racconta che fu Sant’Eusebio di Vercelli, nel IV secolo, a portare con sé una statua della Vergine. Secondo la leggenda, la nascose sotto un masso per proteggerla, ma quando cercò di portarla via, questa divenne così pesante da non potersi più spostare. Era un segno chiaro: la Madonna aveva scelto Oropa come sua dimora.
Quel primo gesto diede il via a tutto. Intorno alla statua sorse un piccolo oratorio, poi una cappella, e infine, secoli dopo, un’intera cittadella sacra. Ma quella gravità simbolica della statua, quel suo restare immobile nel tempo, è qualcosa che si percepisce ancora oggi entrando nella Basilica Antica.
Una storia lunga secoli
Le prime prove documentate risalgono al 1200, quando già esistevano due chiese: una dedicata a Santa Maria, l’altra a San Bartolomeo.
La chiesa principale fu consacrata alla fine del XIII secolo. Nel frattempo, la statua che oggi quasi tutti venerano — la Madonna Nera — fu scolpita da mani ignote, probabilmente valdostane, tra il XIII e il XIV secolo.
Il suo volto scuro, i suoi occhi profondi e silenziosi… chi l’ha guardata da vicino sa che non è solo una statua. È una presenza. Benigna, ovviamente.
Il santuario prende forma
A partire dal Seicento, il Santuario di Oropa comincia a trasformarsi in quello che vediamo oggi.
Dopo una grave epidemia (di peste n.d.r.), Biella fece voto di ampliare la chiesa, e nel giro di pochi decenni fu costruita la Basilica Antica.
Da lì, Oropa iniziò a diventare un luogo di pellegrinaggio sempre più noto. Gli architetti della Casa Savoia, tra i più brillanti del barocco piemontese, lasciarono la loro firma nei chiostri, nei portali, nelle scalinate.
Ma il cuore, il vero cuore, restava sempre lì: accanto alla Madonna, sotto la cupola che profuma d’incenso e legno antico.
Il Sacro Monte: un viaggio nell’anima
Non si può parlare di Oropa senza salire verso il Sacro Monte. Ogni cappella è una stazione simbolica: la Nascita, l’Annunciazione, la Purificazione… ma osservandole con altri occhi, non sembrano solo episodi della vita di Maria. Sembrano tappe di un viaggio interiore, come se chi percorre quel cammino (iniziatico) stesse attraversando, inconsapevolmente, i propri strati più profondi.
Io ho fatto quel percorso più volte. A volte in silenzio, a volte parlando con chi saliva con me. Ma ogni volta ho avuto la sensazione che le pietre parlassero, che ogni svolta della strada fosse anche una svolta simbolica. Oropa non ti accompagna, ti inizia. Chi potrà capire queste mie parole si rallegri e si prepari ad una probabile discesa… in basso.
Una sacralità viva, anche oggi
Ancora oggi, Oropa è attraversata da pellegrini, escursionisti, studiosi e curiosi. Ma c’è chi ci torna per qualcosa che non sa spiegare.
Per quel senso di soglia, di mistero sospeso. E più ci vai, più ti accorgi che il vero santuario non è solo quello costruito in pietra, ma quello che si muove dentro di te quando sei lì. Si è proprio così!
Per questo parliamo di Oropa Esoterica: non come teoria astratta, ma come esperienza concreta, vissuta. Un luogo dove la fede cristiana, ma anche l’intendimento esoterico che, assieme ai simboli arcaici e la forza silenziosa della montagna, convivono da sempre — anche se non sempre ce ne accorgiamo.
Per fortuna. Mai svelare. Semmai Rivelare.
Le origini nascoste: prima del santuario
Ora, ascoltate. Prima ancora che l’odore dell’incenso impregnasse queste pietre, prima che la mano dell’uomo scolpisse la Vergine Nera, questa conca era già viva.
Non di vita umana, ma di energia (tellurica). Di presenza. E i primi a capirlo, molti secoli prima di Eusebio, furono i popoli precristiani che abitavano queste valli.
Qui, tra le rocce e i boschi, si trovano massi erratici, trasportati fin quassù dai ghiacciai.
Massi che non sono semplicemente pietre: sono dei veri e propri catalizzatori, punti di ancoraggio per le energie telluriche che scorrono invisibili sotto i nostri piedi.
Uno su tutti, il celebre roc dla Vita, era già meta di riti legati alla fertilità. Le donne vi si sedevano o vi strusciavano il ventre, cercando la benedizione della Terra.
Questi riti non erano superstizione. Erano parte di un sapere arcaico, perduto ma non cancellato, che riconosceva i nodi energetici della Terra — ciò che oggi alcuni chiamano ley lines. Oropa si troverebbe proprio su una di queste linee, una delle più potenti dell’arco alpino.
Quando la Chiesa scoprì questa forza, non la rifiutò: la inglobò. Ma lo fece a modo suo. Come al solito. Ma i miei cari iniziati dell’epoca lasciarono fare, anzi… spronarono a proseguire in quella direzione.
Questione di protezione, da un lato e di proseguimento delle vere radici Esoteriche.
Quindi l’autorità ecclesiastica celò i simboli, trasformò i riti, raffigurò la Dea Madre in una Madonna Nera.
Fu un inganno?
Forse. Ma non necessariamente maligno. Fu piuttosto un modo per proteggere quel sapere… o forse per renderlo accessibile solo a chi sa guardare oltre.
La Vergine Nera: energia e simbolo
Chi entra nella Basilica Antica non può ignorare il magnetismo della Madonna Nera. Il suo volto scuro, il suo sguardo che non giudica né consola, ma osserva.
Non è la madre tenera dell’iconografia classica, ma una figura solare e tellurica insieme. Il nero, colore della materia prima alchemica, è anche il colore del mistero, dell’origine, della notte in cui tutto si genera. Basta recarsi sotto l’altare per capire da cosa sia sormontata.
Eh si, giochiamo al gioco del chi cerca trova.
La sua posizione, le sue proporzioni, persino il tipo di legno usato… tutto sembra rispondere a una sapienza antica, velata dietro il dogma. Chi vi si avvicina con il giusto spirito percepisce una forza che non è solo simbolica: è fisica, energetica, palpabile.
Le 19 cappelle del Sacro Monte: il viaggio nell’Oropa Esoterica
Ora saliamo — ma attenzione. Il Sacro Monte di Oropa Esoterica non è una semplice passeggiata devozionale.
Le sue 19 cappelle (12+7), distribuite lungo il sentiero, sono un percorso iniziatico. Non tutti lo vedono. Non tutti sono pronti.
Le prime stazioni conducono “in discesa”, quasi a sprofondare. (Pesate bene queste parole).
È un ad inferos, una discesa simbolica dentro sé stessi, nel grembo della madre, nel grembo dell’ombra.
La Nascita, la Presentazione, la Purificazione… ogni scena scolpita con statue a grandezza naturale è un archetipo, un passaggio. Ma sono solo immagini per chi non sa leggere.
Solo chi prosegue, e “risale”, comprende. Dopo l’oscurità viene la luce, ma non è un passaggio facile.
Bisogna aver lasciato qualcosa lungo la via — le proprie illusioni, i propri attaccamenti.
Si muore simbolicamente, per poter rinascere. L’ultima cappella non è solo una fine: è ricostituzione energetica, rigenerazione.
E la salita coincide con la rivelazione. Quando ci andate, miei carissimi e carissime, andateci con un rispetto profondo.
Questo è un monito, non un consiglio!
Una piccola nota: queste cappelle, nascondono delle vere e prorie aree energetiche. Ma, come vi dicevo, qualcuno nelle sfere ecclesiastiche ne ha capito o meglio, captato la portata e quindi le ha celate.
Niente di male, o forse tutto. Tuttavia chi sa vedere e sentire ad occhi chiusi, potrà esso stesso provare questo cammino, calpestando il Drago!

Simbolo della svastica, nel tempietto di Sant’Eusebio a Oropa
I simboli nascosti
Durante il percorso, se guardate bene, troverete simboli che sfuggono all’occhio distratto: triangoli, rosoni, serpenti, colonne, archi invertiti, svastiche… pentalfa.
Sono i segni di una conoscenza più profonda, volutamente inseriti in punti chiave. Non sono lì per caso. Troverete anche una croce svastica in un tempietto lì accanto. Ma sta a voi arrivarci.
La svastica o (svastika) è un simbolo cosmico di equilibrio energia ciclica e armonia. Rappresenta la rotazione dell’universo la vita eterna e l’unità degli opposti. Ma perchè proprio li? Il tempietto dice di più nella sua piccola entrata, dove troviamo una stella a sei punte (due per precisione, orientate in un modo abbastanza inusuale.
Alcuni di questi simboli sono stati influenzati o voluti da Filippo Antonio Rosazza, politico, artista e massone del XIX secolo.
Fu lui ad edificare molte parti del percorso e a inserirvi elementi esoterici e massonici, lasciando un’impronta sottile ma persistente. Rosazza non era un semplice devoto: era un iniziato. Non scordiamoci questa cosa.
E Oropa era, per lui, il luogo ideale dove far convivere due mondi — quello visibile della fede, e quello nascosto della sapienza.
Federico Rosazza e il simbolismo esoterico di Oropa: mito o realtà?
Tra le storie che circolano intorno al Santuario di Oropa, una delle più affascinanti è quella di una mappa simbolica attribuita a Federico Rosazza, figura di spicco nel Biellese alla fine dell’Ottocento. Si dice che questa mappa rappresentasse il santuario come un corpo umano, con ogni elemento corrispondente a un organo energetico.
Io sono assolutamete sicuro che questo è solo un “si dice che”. Rosazza non ha mai fatto nulla di tutto ciò. Non ne aveva motivo!
Seppur possa essere una suggestione potente, che ben si sposa con l’idea di Oropa come luogo di energie sottili e misteriose, tuttavia, occorre fare chiarezza: non esistono documenti storici o prove certe che confermino l’esistenza di questa mappa.
Federico Rosazza fu certamente un uomo di cultura e visione, interessato al simbolismo e alle arti, e lasciò tracce significative nel territorio attraverso opere infrastrutturali e artistiche ricche di riferimenti simbolici. Come la Stella a Cinque Punte e del suo significato, della quale abbiamo tanto parlato qui nel mio diario.
Ma quando si parla di mappa energetica del santuario, si entra nel regno delle interpretazioni esoteriche e delle leggende, più che della storia documentata.
Il mistero dunque rimane — ma, forse, è proprio così che deve essere: una soglia aperta solo a chi ha occhi per vedere oltre la superficie.
Oropa esoterica: una soglia fra due mondi (La Postazione del Guardiano)
Oropa, per molti, è solo un luogo di fede. Per altri, è una sorgente di guarigione.
Per altri ancora, è un mistero vivo, che si lascia avvicinare solo da chi accetta di non sapere tutto.
Io ci vengo spesso, ma non per cercare risposte. Vengo per ascoltare il silenzio tra le pietre, per camminare tra i simboli, per sentire se qualcosa si muove dentro di me.
Oropa non insegna. Rivela. Ma solo a chi è disposto a vedere ciò che non è scritto, e a sentire ciò che non viene detto.
Non tutti sanno che a Oropa esiste un posto che è stato costruito (dal Rosazza) per bilanciare alcune dinamiche energetiche.
Non voglio fare il misterioso, ma la Regola mi ricorda sempre di condurre, non di svelare.
La postazione del Guardiano è uno scrigno che custodisce tre misteri.
Con la sua Triplice Stella, dona equilibrio a chi sa ricomporre le immagini.
Bisogna salirla e girarci attorno per “sentirla”. Per avere contezza dei due numeri Arcani bisogna proprio fare un esercizio geometrico e matematico.
La Postazione del Guardiano è nota davvero a pochi.
Oropa Esoterica: ley lines, energie telluriche e il mistero della Madonna Nera
Quando si parla di Oropa esoterica, non si può ignorare il ruolo fondamentale delle ley lines di Oropa, quei canali energetici invisibili che attraversano la Terra e collegano tra loro i più potenti luoghi sacri energetici del Piemonte e non solo.
Oropa si trova infatti su un nodo cruciale di queste linee, una sorta di crocevia energetico che da sempre ha attratto pellegrini, eremiti e iniziati alla ricerca di un contatto diretto con il divino e con le forze sotterranee della natura.
Qui, la Madonna Nera di Oropa non è solo una statua venerata, ma l’emblema stesso della Madre Terra, la dea nascosta che incarna le energie telluriche di Oropa.
La sua presenza richiama le correnti sotterranee che scorrono costanti e potenti, conferendo al santuario un’aura unica e una stabilità energetica paragonabile solo a luoghi come la Sacra di San Michele o altri Luoghi sacri che qui non menzionerò.
Le energie telluriche di Oropa sono percepite chiaramente da chi si avvicina con mente aperta: correnti di forza che salgono dal cuore della montagna e si intrecciano con la spiritualità del luogo.
Queste energie non sono solo un fenomeno naturale, ma un vero e proprio potere energetico di guarigione psichica, fisica e “sottile”, capace di influenzare chi si immerge in questo paesaggio sacro, donando equilibrio, pace interiore e una rigenerazione profonda.
Gli esperti e gli iniziati parlano di come queste connessioni energetiche sacre di Oropa siano un ponte tra mondi, un flusso che può essere governato, canalizzato e “nutrito”.
E’ ampiamente noto che i Custodi Iniziati di queste energie sappiano “farne pasto”, ovvero attingere a queste correnti per rinvigorire lo spirito e purificare l’anima, in un rito che unisce natura e sacro, materia e trascendenza.
Camminando sulle pietre del santuario e lungo i sentieri che lo circondano, si può ancora sentire quel sussurro antico, il respiro profondo della Terra che parla attraverso i massi erratici e le cappelle disseminate lungo la via sacra.
Massi Erratici: cosa sono e dove trovarli a Oropa Esoterica?
Questi massi non sono semplici rocce, ma punti nodali di energia stabile e benefica, luoghi dove la forza tellurica si concentra e si amplifica.
Uno di questi, forse il più importante, si trova nei pressi di una cappelletta esterna al santuario, poco vicino, ma…chissà come mai è stato “abilmente” occultato.
Tuttavia non è difficile trovarlo, ma dovrete essere voi a giungere sul luogo e (con estremo rispetto) avvicendarvi verso il Masso Sacro e compiere un rito che non molti conoscono ancora. Sia uomini che donne (per inteso).
Ancora una volta vi dico: portate un immenso rispetto per questi massi, così come tutto ciò che circonda il santuario!
Oropa diventa così un santuario vivo, un organismo pulsante che trasmette, attraverso la sua struttura e i suoi simboli, un messaggio esoterico profondo, custodito gelosamente nel tempo.
La Madonna Nera di Oropa, madre e custode di questa energia, rimane un enigma affascinante, un simbolo che richiama al contatto con la terra, alla consapevolezza delle forze invisibili che governano il nostro mondo.
In definitiva, chi si avventura nei misteri di Oropa esoterica scopre un universo parallelo, fatto di leggende, energie sotterranee e simboli arcani, un luogo dove il sacro e il profano si intrecciano in un abbraccio senza tempo, pronto a rivelarsi solo a chi è pronto a vedere oltre il velo.

Drago (ley lines) nella Cappella dell’Immacolata Concezione. Di cosa stiamo parlando?
Il filo invisibile: dai massi erratici all’acqua… del Drago
Osservate bene, amici. C’è un fil rouge che attraversa tutto il complesso sacro di Oropa, anche se non si vede.
È un filo che si intreccia tra massi erratici carichi di potere, ley lines antiche, luoghi tellurici e, naturalmente, la Madonna Nera di Oropa, colei che governa — e custodisce — queste forze profonde.
Questi massi, trascinati qui dai ghiacciai primordiali, non sono disposti a caso.
Sono antenne, ricettori. Canali. Alcuni di essi coincidono con nodi di ley lines, tra cui una linea potentissima: la linea del Drago, una corrente magnetica che attraversa i luoghi più sacri d’Europa — Mont-Saint-Michel, la Sacra di San Michele, Oropa, e giù fino al Gargano.
Non è un caso se la Madonna Nera si trova proprio qui. Il nero non è solo colore: è il simbolo della terra profonda, del femminino sacro, della potenza materica e della sapienza primordiale. È colei che riceve le energie telluriche e le trasforma.
Guardate cosa si staglia sopa la Madre nella parte dell’Altare. Cosa vi sembra? Commentate pure sotto…
E proprio da questa trasformazione nasce un altro mistero: l’acqua taumaturgica di Oropa. Non parlo delle fontane ufficiali, no. Ce n’è una — ben nascosta — che sgorga in silenzio, lontano dai percorsi turistici.
La chiamano “acqua del drago”, e chi la trova dice che il suo sapore cambia con lo stato d’animo di chi la beve.
Ma sapete cosa la rende ancora più enigmatica? Nella cappella dell’edicola battesimale, la fonte è di forma Ottagonale. E sopra di essa, quasi inosservato, si erge un drago scolpito.
Acqua. Forma esagonale. Drago.
Ve lo chiedo: ci siete arrivati? E’ questa l’Oropa Esoterica da scoprire!
Che relazione c’è tra il simbolo del drago — archetipo di forza tellurica, guardiano della conoscenza — e quell’acqua che scorre incessante nel cuore del santuario? E perché proprio l’ottagono?
Provate a unire i punti: massi erratici che ancorano l’energia, ley lines che la incanalano, la Madonna Nera che la riceve e trasforma, il drago che la protegge, e l’acqua che la restituisce come elisir. Non è forse questo un ciclo alchemico, un percorso iniziatico racchiuso nel paesaggio stesso?
Chi è pronto, sentirà qualcosa vibrare dentro. Chi non è pronto, vedrà solo una fontana, una scultura, una passeggiata nel verde. Ma per voi che ascoltate con attenzione, che camminate con rispetto, che osservate con cuore aperto… la rivelazione si manifesta.
Ma non illudetevi. Non intendo svelare, ma rivelare. La sapienza di Oropa esoterica non si insegna — si attraversa, si vive, si custodisce.
E solo chi è disposto a camminare in silenzio saprà cogliere ciò che resta invisibile agli occhi del profano.
Piccola ma dovuta conclusione:
Nel mio silenzioso peregrinare estivo ho avuto modo di vedere sedicenti “esoteristi” abbindolare qualche persona spiegando il nulla cosmico sulle verità nascoste di questo territorio.
Ricordo a tutti, e molti di voi mi capiranno, che le conoscenze esoteriche non potranno mai, dico MAI, essere svelate. Semmai come dico sempre…RIVELATE!
Sono convinto che l’Internet moderno abbia riempito le strade di sedicenti “Guru” del nulla, che nulla hanno a che fare con le pratiche della Tradizione e che basano le loro conoscenze solamente su concetti fin troppo astratti.
Meglio così. Però è ridicolo sentire spiegazioni del tutto inadatte a certe simbologie.
L’Arte Sacra, la Dottrina Segreta e l’Esoterismo sono e rimarranno sempre al sicuro, anche a Oropa.
Il Maestro può solo parlare agli iniziati.
Altrimenti ci troveremmo di fronte ad un caso di ESSOTERISMO.
Nulla di male.
S.’.P.’.T.’.
F.’.L.’.S.’.T.’.
Tau Magister I°
Mag. Max.